IMG_1985Ai Meet organizzati da My Favorite Things accadono sempre cose uniche. Su Jammin Urban Radio oramai parliamo da mesi della canzone di Vinicius De Moraes che cantava di come la vita sia l’arte dell’incontro e di come nulla, banalmente, possa ripetersi due volte.
Domenica 19 aprile 2015 a The Golden House di via Toledo a Napoli ho avuto la fortuna sfacciata di assistere a quello che, a mio avviso, è classificabile come il meet dei meet.
Sul palchetto si sono incontrati Sasio Carannante dei Sula Ventrebianco e Marilena Vitale di Fede ‘n’ Marlen. I due cantautori hanno cercato il pubblico presente in sala mentre ritrovavano loro stessi attraverso ogni singolo brano presente in scaletta.
E così, il tempo è diventato un’approssimazione all’infinito e la casa barocca è scomparsa. C’era intorno solo geometria piana di figure illuminate e tante, tantissime zone d’ombra.
Un’ombra che ha avvolto tutti, senza permettere a nessuno di entrare e uscire. Gli spettatori si son persi sui bordi, su cui son rimasti per tutto il tempo affascinati e muti.
Per poco più di un’ora si è percepito il mondo come qualsiasi cosa, tranne per quello che è realmente.
Sulla pelle emozioni organiche e tempo come deformazione di sentimenti.
Sasio e Marilena hanno donato ai presenti due occhi per guardare l’intero universo e attraversarlo da un capo all’altro: i loro brani sono stati il filo di Arianna per non perdersi nell’intricato labirinto spaziale.
Meravigliosi gli errori non nascosti durante l’esibizione, meravigliati gli altri membri di entrambi i gruppi rimasti sulla soglia a guardare le loro “voci” percorrere un pezzo di strada con un insolito compagno di avventure. Ogni singolo suono ha dato il ritmo alla lancetta dei secondi che scandiva il tempo lì alla Golden House.
L’incanto è svanito solo a fine concerto quando però nell’aria si è continuata a respirare l’esigenza di musica e cantautori in questo mondo in cui sembra che in troppi ne farebbero a meno.
In verità, tra la prima e l’ultima nota sono successe una miriade di altre cose che non sto qui a raccontare.
Vi lascio con un video del concerto in cui è magnificamente racchiusa la sensazione che ho avvertito in molti quella sera: spendere e vedersi restituita, in poco meno di un’ora, una piccola e personale parte d’eternità.