Lo scorso 16 settembre 2015 al Maschio Angioino di Napoli abbiamo assistito al doppio concerto di Blandizzi e dei Cirque des Rêves. Le nostre aspettative erano altissime su entrambi i progetti musicali, queste ultime però sono state deluse per metà. Era il nostro primo vero live sia per quanto riguarda il cantautore napoletano che per la band guidata da Lisa Starnini e sinceramente, per quanto si possa sempre cambiare opinione e dare una seconda possibilità, non immaginavamo di trascorrere la prima parte del concerto ad ascoltare una voce su base.

Fotografia Francesco Palermo

Fotografia Francesco Palermo

Lino Blandizzi, infatti, si è esibito accompagnato da parte della formazione dei Cirque, aiutandosi però nella performance con delle basi musicali. Da un cantautore che, come abbiamo appreso dalla sua biografia, ha alle spalle 30 anni di carriera musicale, non ci aspettavamo un’esecuzione che sembrava iniziata quasi in playback. Durante il suo live sono intervenuti il mangiafuoco

Zeno, il pagliaccio Scacco Matto e la ballerina Magda D’Angelo: ottime performance per niente legate alle canzoni di Blandizzi.

Il motivo della stonatura visiva e canora lo abbiam capito quando sul palco sono saliti i Cirque des Rêves che avevano preparato lo spettacolo con gli artisti sopracitati. In questo secondo caso la simbiosi con i circensi era evidente. I brani dei Cirque hanno accarezzato le bolle di sapone di Scacco Matto, attraversato il fuoco di Zeno per finire poi cuciti ai passi di danza di Magda D’Angelo. La considerazione che ci è venuta da fare dopo i primi tre brani dei Cirque è stata molto semplice: non esiste in Italia (non abbiamo verificato nel mondo, ma ci stiamo lavorando) un gruppo che presenti al suo pubblico uno spettacolo di questo tipo. Inclassificabile è il genere musicale del gruppo partenopeo, ancora di più lo è lo show che gli artisti sono in grado di regalare al pubblico.

La formazione dei Cirque des Rêves nasce nel 2013, ma Lisa Starnini (voce), Giovanni Ilardo (chitarre), Giovanni Bruno (pianoforte), Corrado Calignano (basso), Alfredo “edo” Notarloberti (violino) e Alessio Sica (batteria, percussioni e glockenspiel) hanno tutti anni ed anni di carriera alle spalle. La presenza scenica e la simbiosi con tutti gli altri membri del gruppo è frutto evidente di tanta esperienza.

Fotografia Francesco Palermo

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Il live dei Cirque insegna concretamente a grandi e piccini (molti anche i bambini presenti al Maschio Angioino) una cosa molto semplice, spesso dimenticata: non ci si improvvisa musicisti, per regalare al pubblico un grande spettacolo bisogna studiare e migliorarsi giorno dopo giorno. A lavorare con loro per questa particolare serata abbiamo trovato gli ospiti amici artisti Martina Striano, Gianluca Capurro, Roberto Russo e Donata Greco: nessuna improvvisazione, solo completa dedizione a un progetto in cui è tangibile vedere quanto ci credano tutti coloro che si sono esibiti.

Alla fine del viaggio “Mirabilioso” presentato dai Cirque il pubblico presente ha richiesto al gruppo un bis, non abbiamo ben capito perché l’esecuzione finale sia poi stata la cover di “Generale” di Blandizzi insieme con Lisa Starnini. Gli spettatori, guidati in questo nuovo genere musicale, volevano ancora qualche altra nota: siamo convinti che se venisse dato più spazio a serate come questa, partirebbe da Napoli una vera e propria rivoluzione musicale.

Purtroppo però alla serata era presente poca stampa e il Maschio Angioino era riempito per metà, questo perché oramai anche nella capitale partenopea conosciuta nel mondo come “culla del mondo” e “luogo di accoglienza per popoli e culture” è difficile avere un’opportunità.

Noi, personalmente, vogliamo darne una seconda a Blandizzi e ci ripromettiamo di andare a un altro suo live, perché questo è da dimenticare. Allo stesso tempo desidereremmo poter riascoltare presto i Cirque des Rêves insieme al triplo del pubblico presente l’altra sera. Gli occhi dei bimbi presenti dicevano tutto senza nemmeno bisogno di accompagnamento musicale: speriamo che presto i Cirque des Rêves abbiano lo spazio e tempo che meritano per donare anche agli assenti l’incanto e la meraviglia che ancora riecheggia dentro di noi.

Fotografia Francesco Palermo

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