© Angelo Maggio

© Angelo Maggio

Lo scorso 5 settembre 2015 nel’ambito della rassegna “Note di Settembre” organizzata dal Comune di Comacchio ho avuto modo di assistere allo spettacolo di Ginevra Di Marco “Donna Ginevra e le stazioni lunari”. Il live di Ginevra è stato un viaggio attraverso la tradizione e i popoli. Le stazioni lunari in cui mi sono fermato e ho aspettato l’artista non mi sono bastate ed ecco che, a fine concerto, ho voluto fermarmi ed attenderla ancora per fare a voi e soprattutto a me un regalo di fine estate.

Prima di parlare di questa particolare serata, vorrei partire un po’ dagli esordi. Come ricordi e sintetizzeresti tutti questi anni di carriera?

«Siamo sempre la somma di quello che facciamo. Tutto ciò che ho incrociato sulla mia strada ha significato molto e mi ha fatto crescere a livello non solo professionale ma soprattutto personale. Quando ripenso a ciò che è stato sono soddisfatta: ho fatto sempre e solo quello che mi piaceva fare, seguendo il cuore. Faccio il mio lavoro con grande gratitudine nei confronti della vita: non capita a tutti di poter fare quello che realmente si desidera fare!»

Tu hai rappresentato e rappresenti una voce fuori dal coro, di quelle lontane da qualsiasi logica discografica e di mercato. Nonostante questo, sei riuscita comunque ad attirare l’attenzione e a vincere premi importanti…

«I premi e i riconoscimenti sono belli da ricevere e fanno sempre piacere, ma a me interessa solo il rapporto con la gente. Ho sempre lavorato per la verità del rapporto tra noi e le persone, negli anni sempre di più. Non me ne frega niente di orpelli decorativi, compromessi e case discografiche. In alcuni momenti ho desiderato un contratto che non è arrivato, ma meglio così. Faccio parte di una piccola macchinetta di persone che lavorano e pensano alla costruzione del live e stiamo bene così. Ho 45 anni e la serva voglio andare a letto serena per ciò che mi accade: non ho bisogno di nessuna sovraesposizione mediatica, non fa parte della mia natura.»

È estate e come radio web giriamo per festival e concerti, abbiamo quindi ascoltato anche Max Gazzè poche settimane fa. Avete collaborato insieme qualche anno fa, avete pensato di replicare?

«Ci rivediamo il 25 settembre e mettiamo in scena per l’appunto Stazioni Lunari. Sono molto contenta di rivederlo e fare musica insieme. Devo dire che tra tutti gli artisti che sono venuti a Stazioni Lunari, Max è quello con cui ho un legame quasi fraterno. Abbiamo condiviso insieme una tournée intera e ci vogliamo bene.»

Siamo una radio nata a Pomigliano, provincia di Napoli. Abbiamo notato che il tuo tour ha la maggior parte delle date al nord, ma ci è piaciuto leggere quella del 17 ottobre ad Aversa, a venti minuti dalla nostra sede principale insomma. Parteciperai al Premio Bianca D’Aponte, cosa ti aspetti da quella particolare serata?

«Mi hanno chiesto di partecipare al Premio in veste di madrina, sono estremamente curiosa di vedere di cosa si tratta. Non ci sono mai stata e sarà un’ottima occasione per assistere a un premio di cui tanto si parla. Per il momento ho ascoltato tantissimi brani per le finali del premio…»

Prossimi progetti?

«In primis un concerto che mi è stato commissionato dal Festival Musicale dei Popoli di Firenze su Mercedes Sosa. Sono rimasta atterrita davanti a questa proposta: nonostante spesso mi ritrovi a cantare suoi brani, mai avrei pensato di costruire uno spettacolo su di lei. Ho accettato questa idea e insieme agli altri stiamo lavorando senza sosta per regalare al pubblico un repertorio di grande intensità emotiva. In seguito proprio a questo live, stiamo pensando di registrare un vero e proprio cd, ma per ora è tutto un work in progress. Intanto basti sapere che debutteremo il 26 a Firenze e che con noi ci saranno musicisti argentini e brasiliani. Il resto è una continua scoperta!»

Intervista a cura di Pasquale De Falco