fraHo avuto il piacere di conoscere Francesco Amoruso grazie a un sentimento tanto banale quanto essenziale: la fiducia. Noi di Jammin Urban Radio siamo in tanti e ci alterniamo tra puntate e dietro le quinte. Inizialmente, solo uno della redazione conosceva la sua musica.
L’unico che in quel momento non c’era ha organizzato una diretta da lontano sapendo che in studio sarebbero stati trasmessi brani capaci di riportarlo a casa.
Ed ecco che, quando “Il gallo canterino” è arrivato a Jammin e ha iniziato a raccontarsi attraverso 11 tracce tanto complesse quanto dirette, ognuno di noi ha poi intrapreso, mentalmente ed emozionalmente, un viaggio fatto di chilometri macinati in meno di un’ora.
Personalmente, ho trovato questo disco un progetto incredibilmente ambizioso. Un’ottima opera prima realizzata a basso budget  grazie alla determinazione di chi sa come concretizzare un desiderio, punto di partenza per un secondo cd che già si sente nell’aria.
Nelle 11 tracce troviamo un ragazzo ricco di sogni che ha voglia di raccontarsi e raccontare storie. Non c’è solo “Animal Farm” di Orwell, anzi: questa lettura e tutti i suoi molteplici significati sono, a mio avviso, solo la facciata esterna. 

 

“Il gallo canterino” è un insieme di scomode verità raccontate grazie a un’arma vincente che non sono in grado di usare in molti: l’ironia.
Ancora, nonostante molto brani siano veri e propri tormentoni, dopo aver ascoltato il disco ripetutamente risulta difficile non innamorarsi delle canzoni più lente e riflessive. A primo ascolto è facile preferire Motivetto, Parpare e ppa, “Barbara” e “Il gallo canterino”, ma appena ci si addentra un po’ in quella che, scherzosamente potremmo definire una “fattoria di sentimenti”, ecco che l’istinto ci porta a interagire e interessarci (ovvero entrare dentro) a canzoni come “Poesia”, “Laika”, “Nael” …

I brani – poesia di Francesco sono molto criptici: ognuno può vederci quello che vuole. E qui, a mio avviso, ecco che gioca con la parte di noi che molto spesso cerchiamo di attutire o addirittura far tacere e soffocare: l’istinto.
“Il gallo canterino” è un richiamo a chi in galera fa la spia. Non esiste però solo la prigione fatta da sbarre di ferro.
“Il gallo canterino” è anche però l’animale che sa esattamente quando è l’ora di svegliare, con la sua “voce innocente”, i tanti dormienti.
Non esiste storia in questo album che non valeva la pena raccontare grazie a strofe e ritornelli, motivo per cui, penso sinceramente valga la pena dedicare e dedicarsi del tempo per assaporare questo cd.
Fate come abbiamo fatto noi di Jammin, utilizzate il famoso banale sentimento di cui parlavo all’inizio di questa recensione: fidatevi.