Mancano ormai pochi giorni alla terza edizione consecutiva del Festival dell’Oriente nella città di Napoli, ormai divenuta tappa fissa del tour targato “Oriente” che gira in lungo e in largo lo Stivale. Jammin’ Urban Radio, a cavallo degli ultimi preparativi, ha raggiunto Valentina Nobili, Responsabile nazionale dell’ufficio stampa del Festival, che ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

mandala Jammin Radio Terza edizione per il Festival dell’Oriente a Napoli. Come mai la riconferma della città a madrina di questo evento?

«Napoli è una delle nostre tappe preferite in assoluto. Noi giriamo tutta Italia con il Festival e Napoli ha un posto speciale nel nostro cuore, grazie al suo pubblico entusiasta, curioso e partecipativo, che ci ha accolti fin da subito con calore e che ha dimostrato fin da subito grande interesse per il Festival e per i suoi argomenti. Per questo sarà sempre un piacere tornare a Napoli e cercheremo di farlo almeno una volta l’anno.».

 

 

Il Festival è dedicato a grandi e piccini. Volendo dargli un taglio educativo può esser visto come momento d’aggregazione e di abbattimento delle frontiere?

«Assolutamente. Anzi, è uno dei motivi che dato vita al Festival. Oltre aNapoli Jammin Radio voler essere un momento di divertimento, vuole essere anche un modo per far conoscere al pubblico culture lontane rispetto alla nostra, al di là dei classici stereotipi sventagliati in Occidente. È bello vedere come il pubblico venga stimolato a sperimentare il nuovo, per esempio attraverso la partecipazione alla cerimonia del thè giapponese. È un modo diverso per conoscere questi popoli e, da un certo punto di vista, integrare la loro cultura con la nostra. Al nostro staff piace definire il Festival come “un’oasi di pace”, in un periodo di tribolazione generale.».

La scorsa edizione ha riscosso un certo successo. Si può azzardare un pronostico su quella che avrà inizio venerdì?

«Dal punto di vista della città di Napoli i pronostici non possono che essere positivi. Già nell’edizione passata, la seconda, ci è stato un considerevole aumento delle presenze rispetto alla prima. È aumentato l’entusiasmo del pubblico rispetto alla manifestazione. Il primo anno, come nell’edizione corrente, il Festival si articolò su due fine settimana. La seconda edizione, che per motivi tecnici si è sviluppata in un solo fine settimana, ha raccolto molti più ospiti rispetto alla prima, andando contro ogni nostra peggiore aspettativa. Per questo motivo, unitamente ai riscontri che riceviamo attraverso i social network, non possono che rimanere positivi anche rispetto a questa edizione.».

Quali sono le novità di quest’anno?napoli radio jammin

«Quest’anno ci saranno molte novità. Abbiamo deciso di aggiungere aree dedicate alla cultura di vari paesi e di arricchire quelle già presenti con elementi ancora più caratterizzanti. Mi viene in mente l’area dedicata al Giappone, dove quest’anno sarà possibile visitare un vero e proprio villaggio tipico, animato da caratteristi in costume, e dove sarà possibile assistere anche a cerimonie tipiche. Oltre a questo, avremo nuovi spettacoli, come la danza coreana, che sarà messa in scena per la prima volta all’edizione di Napoli. Per non parlare dei palchi folkloristici, che quest’anno saranno tre, con l’aggiunta di quello battezzato “Le mille e una notte”, dedicato esclusivamente al Medio Oriente. Non mancheranno naturalmente eventi speciali, come quello del sabato sera, che sarà dedicato al romanticismo, con un lancio di lanterne luminose nel cielo, dopo il quale sarà possibile assistere allo spettacolo delle fontane danzanti. Mentre la domenica, invece, si terrà l’immancabile Holy Festival, che quest’anno sarà ancora più ricco e ancora più divertente, con l’aggiunta di cannoni per lo schiuma party».

Cosa direbbe a un “profano” del Festival per convincerlo a partecipare?

«Purtroppo, per viaggiare in continenti extraeuropei i prezzi degli aerei sono esorbitanti, per non parlare del passaggio di cultura molto impegnativo, che non tutti si possono permettere. Il Festival dell’Oriente è un viaggio virtuale a portata di tutti. Infatti, con il solo biglietto di ingresso si possono vivere le atmosfere di questi paesi, sperimentandone la cucina, le cerimonie tradizionali, le curiosità e le caratteristiche. Insomma, è un viaggio a kilometro zero, perché senza spostarsi da Napoli si può viaggiare in un vero e proprio continente, passando dalla Cina all’India, dalla Mongolia allo Sri Lanka, in una manifestazione unica che concentra in pochi metri quello che è visibile in un’estensione praticamente immensa.»

Il festival sarà visitabile presso la Mostra d’Oltremare, a Napoli, il 15 – 16 – 17 e il 22 – 23 – 24 settembre.

Ticket:

Adulti (maggiori di 10 anni): 12 euro

Ridotto (bambini maggiori di 5 anni): 5 euro

I biglietti saranno elargiti gratuitamente a bambini al di sotto dei cinque anni e a persone affette da handicap.

di Giovanni Junior Vannelli