IMG_8645Quanto dura un’emozione?
È dal 16 novembre 2014, serata in cui mi sono ritrovata ad assistere al MEET tra Ciro Tuzzi e Federica Ottombrino che continuo a farmi questa domanda.
I “giornali seri” e i social network ci hanno abituati a stare sulla notizia condividendo quello che facciamo mentre lo facciamo. Personalmente ho ancora serie difficoltà a riguardo.
Per fortuna, l’incontro tra due piccole parti di EPO e Fede ‘n’ Marlen è avvenuto in una casa barocca del 1600, per cui mi sono “temporalmente” sentita a mio agio.
Avrei custodito le emozioni ancora un po’, ma gli House Concert organizzati da Oriana Lippa di My Favorite Things, grazie a Carlo Contocalakis di Club 55, riprenderanno domenica 7 dicembre e io ho un consiglio molto semplice da scrivere nero su bianco: andate a The Golden House.
Basta varcare la soglia della casa per ritrovarsi in un posto che nessuno ha mai visto e che, contemporaneamente sembra così familiare.
Familiare come è stato l’incontro tra Ciro e Federica. Seguo gli EPO da più di dieci anni, mi sono innamorata di Fede ‘n’ Marlen nel giro di una sera… Non so spiegarvi cosa sia successo due settimane fa. So per certo, però, che assistere a questo nuovo duo ha portato tutti i presenti a raccogliersi nei famosi “9 secondi di oblio”.
I due artisti si sono raccontati e confrontati attraverso brani che hanno condiviso con assoluto rispetto musicale.
Ciro Tuzzi ha cantato “Fragile” di Federica Ottombrino, riarrangiata per l’occasione, Federica “Notte Doce” di Ciro e … obiettivamente “Ogni cosa era al suo posto”.

Incontri di questo tipo, come direbbe Milan Kundera, sono viaggi in fondo all’anima: rendono l’attimo immortale e, contemporaneamente, irripetibile.
Le bellezza di questa coincidenza musicale, di questo abbraccio di note e pause è stato un unicum. Ciò che è successo dall’unione di due mondi come quello degli EPO e di Fede ‘n’ Marlen resta un segreto.
E, intanto, l’emozione è ancora qui e non so sul serio quanto durerà.